Femminicidio: ok commissione, ma sostegno economico alle vittime

L’istituzione della commissione d’inchiesta sul femminicidio è un grande passo avanti che voterò con convinzione nella speranza che possa essere un valido strumento per analizzare ogni forma di violenza di genere, ponendosi l’obiettivo di mettere in campo misure di prevenzione e non solo di repressione. Sappiamo che benché la Convenzione di Istanbul sia in vigore è ben lungi dall’essere attuata perché è uno strumento giuridico che non contiene norme direttamente applicabili: essa rinvia, infatti, a precise misure legislative da adottarsi da parte degli Stati che hanno aderito alla Convenzione. Ad oggi, l’Italia ha approvato un ddl in materia di sicurezza e contrasto alla violenza di genere ma ancora molto resta da fare. Ad agosto 2015 ho presentato un ddl di contrasto al femminicidio che, tra l’altro, prevede il risarcimento in sede civile per le vittime di episodi di violenza e l’istituzione del Fondo per l’indennizzo delle vittime di reati di maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori. Ecco, penso che accanto a un’analisi accurata del fenomeno, alle misure che saranno messe in campo per reprimerlo e a quelle di prevenzione che coinvolgeranno soprattutto le scuole e il mondo della formazione, ci sia l’importantissima questione di come sostenere adeguatamente le vittime della violenza di genere. Prevenzione, repressione e sostegno economico devono andare di pari passo. Un Paese civile si fa carico di una donna che, come nel caso di Nancy Mensa che ha 22 anni, è rimasta orfana tre anni fa dopo che il padre ha ucciso la madre e si è poi suicidato. Finché non colmeremo questa imbarazzante lacuna non potremo dire di esserci battuti con tutte le nostre forze a favore dei più deboli.

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